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San Francesco e i nonni

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  Due giorni fa mi hai fatto gli auguri per la festa dei nonni, poi ieri eri dispiaciuta perchè avevi dimenticato a casa il biglietto col disegno che avevi preparato per me. Ti ho risposto che andava bene anche se me lo consegnavi un altro giorno, che tanto la nonna era nonna per tutto l'anno e per sempre. Oggi invece è la festa di San Francesco protettore degli animali. Il santo parlava con gli animali, mentre tuo zio non parla nemmeno con sua madre. Evidentemente lui non è santo, così come non lo è stata la sua mamma. Ma non è che occorra divenire santi, basterebbe rimanere umani. I nonni - come diceva Papa Francesco - sono le radici e la memoria viva di un popolo. San Francesco mostrava una profonda attenzione per le persone anziane e i poveri, trattando ciascuno come un padre o una madre e offrendo rispetto e cura a chi ha più esperienza di vita. Altrettanto proteggeva e amava gli animali, in quanto per lui ogni creatura era un fratello o una sorella poiché nata dallo stesso Cr...

Artù Saltarello e la clemenza

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Esorabile è una parola molto rara, antica, letteraria. Esorabile è chi può essere mosso a compassione oppure indotto a cambiare idea per mezzo di preghiere o suppliche. Ad esempio esorabile è l'insegnante che crede nell'allievo che non ha studiato per motivi gravi e non gli assegna un brutto voto. Il suo opposto è la parola inesorabile. Indica qualcosa o qualcuno che non si lascia assolutamente piegare, commuovere o fermare da nessuna preghiera, pianto o accordo. Inesorabile è lo scorrere del tempo, una vendetta giurata, una malattia che conta i giorni, il destino.  Esorabile ed inesorabile sono termini così opposti, ma così tremendamente vicini. Sii esorabile in un mondo inesorabile. Potrai in tal modo salvare amicizie, amori, affetti e relazioni famigliari.  Ed ora nipotina eccoti due storielle per comprendere il significato di clemenza. Il draghetto sputafuoco Artù Nel regno di Alabastro viveva Artù, un draghetto molto simpatico ma un po' pasticcione.  Artù frequentava...

Due agosto

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Siamo state in vacanza al mare assieme. Finalmente, dopo quel maledetto Covid e quei dannati infami untori governanti e menzogneri pseudo scientifici, che hanno avvelenato libertà e democrazia. Siamo state proprio bene, nonostante il tuo bagno limitato a salvaguardia dell'orecchio leso da medici incoscienti e incompetenti. Abbiamo anche riso, nelle cene cucinate e servite da osti improvvisati degni del gruppo TNT, oltre che sulla spiaggia coi servizi mancanti e le docce calde pagate ma inesistenti. Ci siamo divertite al luna park, sulle giostre e alla pesca dei cigni vincendo pupazzetti, un bradipo tu e uno Snoopy io. Poi il viaggio di ritorno in treno che pareva l'Odissea, in giro perenne con le valigie per vagoni alla ricerca disperata dell'aria condizionata perduta, tanto che oramai tornavamo a casa a piedi! Sciaguratamente codesto è il trasporto ferroviario italiano, nell'era del ministro delle salamelle. Pure il due agosto di quarantasei anni fa c'erano famigli...

Verità è il tuo nome

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Verità è il tuo nome.  Non dimenticarlo mai. Sopra ogni dogma, ideologia, fede, appartenenza. Tu appartieni solo a te stessa. Non c'è amore o causa o fine per cui annullarsi. Non vi è diritto o dovere che imponga l'onere del sacrificarsi.  E mai giustificarti del tuo essere donna ma sempre esserne fiera e orgogliosa. La tua trisnonna e bisnonna entrambe partivano per le risaie, con le gambe bruciate dal sole e dalle sanguisughe. Erano i tempi delle lavandaie che lavavano panni e lenzuola al fiume, col fuoco alle ginocchia infiammate da ore chine.  Una volta non c'erano gli elettrodomestici oppure costavano troppo e quindi toccava alle donne accollarsi ogni peso e fatica casalinga. Mentre gli uomini lavoravano chi nei campi chi nelle fabbriche. Anche le donne lavoravano, spesso in casa per accudire i figli, sfruttate e malpagate, o pure loro in campagna o fabbrica.  A quell'epoca facevano la pasta e la conserva in casa, gli uomini l'olio e il vino. Tua nonna invece è...

Stella danzante

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Sabato scorso mi hai cantato le canzoni della recita a scuola, dato che purtroppo i nonni non erano stati invitati. Per cui hai pensato bene di allestire lo spettacolino solo per me, molto gradito e apprezzato. Ieri invece a teatro ho assistito al tuo saggio di danza aerea. Per l'occasione sono andata dalla parrucchiera, mi sono vestita bene e ti ho acquistato un mazzo di fiori colorati, tra cui il viola il tuo preferito. E finalmente ti ho vista volteggiare su cerchi e setosi tessuti. Un'emozione per tutti noi, tua zia ha acclamato il tuo nome gridando brava! Uscita dal teatro mi hai abbracciata forte e non ti staccavi più. Ti ho porto il mazzo di fiori e ci siamo emozionate entrambe. Poi dopo un aperitivo nel parco, passeggiando ci siamo avviati verso casa. Mi tenevi per mano, sospingendomi quando ero stanca e infine hai esclamato che mi volevi bene. Sorridendo ti ho risposto che anch'io ti volevo bene, un ultimo abbraccio e sei andata via col tuo mazzolino di fiori. La m...

L'orrore a Modena

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Mia figlia con la mia nipotina era lì mezz'ora prima.  Sentita la notizia la bimba ha iniziato ad aver paura. Un'auto lanciata a cento chilometri all'ora nel viale principale del passeggio cittadino non è l'atto di un folle. Ai folli viene ritirata la patente, non guidano l'auto e non girano armati di coltello. E' un gesto criminale premeditato.  I suoi vicini di casa raccontano di continua confusione e via vai assiduo di persone. Il delinquente non risulta sia stato sotto l'effetto di droghe o alcool. Accelerando procedeva volutamente a zig zag per investire i ciclisti. Fino a schiacciare un pedone donna e tranciarle le gambe, entrambe amputate e che giace in rianimazione. Insieme ad altri feriti gravi. Non si può spiegare la follia o il gesto lucido e razionale di un assassino ad una bambina.  Si può solo far finta ancora di vivere in una città e in un Paese normale.

Dolce Remì?

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Oggi è la festa della mamma. Sebbene andrebbero celebrati anche i figli orfani coi genitori in vita. Poveri Remì cresciuti senza famiglia. Alla mia festa della mamma, non pervenuti. Se torno a nascere adotto una scimmia. Meno male che ci sei tu, nipotina. Ieri sera siamo state assieme. Abbiamo fatto il trenino, creata una collanina e seminate le pietruzze sul pavimento. Dopodichè, mia dolce perlina, pure tu sei rotolata sul letto e addormentata. A sorpresa mi è giunto l'augurio da una persona cara che orfana di madre lo è davvero. Accolto con immenso piacere che in siffatta ricorrenza abbia pensato a me. Poichè non si ama il ricordo ma chi si ricorda. - Menomale che te so’ venuta a ripiglia’ e che te porto subito a Roma! Ma no lo sai i sacrifici che ho fatto? Ma no lo sai che ho dovuto sputa’ er sangue pe' poter arrivare al punto de portarte a casa con me, a fa’ una vita da cristiani, assieme? So’ sedici anni che aspetto sto momento. E mica è stato facile pe’ me, sa. Te ancora ...