Nello zaino

 

Lo so che codesta immagine stride con la narrazione della tua infanzia.

Ma ciò che adesso urla e preme sono le coscienze.

In Iran come in Palestina si uccidono volontariamente bambini e bambine.

L'inumana civiltà che odia i propri cuccioli.

Quanto trentacinque anni fa in Iraq, mentre tenevo tua madre in grembo, e l'umana idiozia accese la miccia alle cosiddette bombe intelligenti scatenando stragi sterminate di bambini.

I moderni Erode la definirono allora come ora esportazione di democrazia.

E voi piccoli tuttora destinati al limbo sacrificale degli effetti collaterali.

Ieri sera mentre cenavamo mi raccontavi fiera dei tuoi progressi al corso di danza aerea.

Quando sei ammutolita dinnanzi alle immagini del telegiornale sull'edificio scolastico bombardato in Iran.

Domandandomi se era una scuola come la tua e confermandoti che si trattava di una scuola elementare di bambine.

Dopo di che mi hai chiesto se fosse avvenuto lontano e per rassicurarti ti ho risposto che era accaduto in un Paese molto distante da noi.

Per non turbarti abbiamo cambiato canale e discorso e hai voluto sapere come mai non potevi restare a dormire da me.

Viceversa ho affermato che volentieri mi avrebbe fatto piacere ma che tuo padre non me ne aveva parlato a riguardo.

Improvvisamente ti ho vista perplessa e silenziosa.

Ed in un attimo sei sbottata esclamando che è proprio vero che gli uomini sono tutti bugiardi!

Così piccola e già saggia!

Ho sorriso, mai fidarsi degli uomini.

Soprattutto se si riempiono la bocca di pace con le mani sporche di guerra.

Nel tuo zaino preserva e conserva sempre l'innocenza dei bambini. 

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